Un
vera e propria soap opera!
Giovedì 23
febbraio: la Commissione
regionale torna ad occuparsi della Riserva del Borsacchio. Comitato, Italia
Nostra e WWF chiedono la tutela dell’area protetta e l’avvio della sua reale
valorizzazione
La principale caratteristica delle famose soap opera, che affollavano i
palinsesti televisivi di alcuni anni fa, era il numero quasi infinito di
puntate, all’interno delle quali le vicende si ripetevano con personaggi che
comparivano, scomparivano e ricomparivano ripetendo costantemente sempre le
stesse cose...
Da questo punto di
vista la vicenda della Riserva del Borsacchio è una vera e propria soap opera.
Da quando è stata
istituita la riserva, con legge regionale del febbraio 2005, si continua a
parlare di questo tratto di costa abruzzese nei Comuni di Roseto degli Abruzzi
e di Giulianova, senza che le due Amministrazioni Comunali siano state in grado
di procedere alla definizione del Piano di Assetto Naturalistico, né alla
tabellazione, né all’elaborazione del progetto pilota di gestione finalizzato
all’occupazione di disoccupati ed inoccupati, né alla nomina dell’organo di
gestione. Tutte cose che per legge si sarebbero dovute fare entro il mese di maggio
2005.
Non è stato
sufficiente neppure il commissariamento da parte della Regione per le due
amministrazioni comunali, visto che la Provincia di Teramo, individuata nel
novembre del 2008 come soggetto
sostitutivo, si è subito adeguata alla colpevole inerzia dei due comuni.
In questi anni non
sono stati fermi però gli speculatori, che da sempre vogliono mettere le mani
su uno degli ultimi tratti di costa teramana rimasti liberi. Hanno fatto
ricorsi amministrativi, hanno cercato più volte di modificare le leggi
istitutive della riserva, hanno avviato lavori senza autorizzazioni… il tutto
sempre trovando qualche consigliere regionale compiacente, pronto ad appoggiare
gli interessi di pochi soggetti a scapito di quelli della collettività.
Il prossimo 23
febbraio la competente Commissione Consiliare della Regione Abruzzo tornerà ad
occuparsi della Riserva del Borsacchio, affrontando l’esame di tre diverse
proposte di modifica della legge istitutiva della Riserva. Le proposte mirano a
ridurre, stravolgere o addirittura cancellare l’area protetta.
Il Comitato
cittadino per la Riserva del Borsacchio, Italia Nostra e WWF tornano a chiedere
ai consiglieri regionali di farsi garanti dell’interesse della collettività ad
un ambiente sano e tutelato.
Il recente
sopralluogo da parte della stessa Commissione consiliare con il successivo, poco
decoroso, spettacolo offerto dal Sindaco di Roseto degli Abruzzi durante
l’incontro con gli studenti del Liceo, ha dimostrato la reale situazione:
- la Riserva del Borsacchio, come
hanno attestato professori universitari e tecnici di fama nazionale,
conserva uno degli ambienti costieri più importanti della nostra regione;
- la Riserva del Borsacchio
costituisce un argine contro le richieste di ricerca ed estrazione di
idrocarburi che interessano sia le aree a terra che quelle di mare
antistanti l’area protetta;
- la Riserva del Borsacchio non
costituisce un ostacolo ai camping dell’area (attività da sempre
consentita nelle aree naturali protette), ma solo per coloro che vogliono
trasformare i camping in residence;
- la Riserva del Borsacchio non
costituisce un ostacolo al contratto di quartiere dell’Annunziata del
Comune di Giulianova, essendone previsto espressamente nello Piano di
Assetto Naturalistico il mantenimento;
- la Riserva del Borsacchio ha
tutelato un tratto di costa dalle speculazioni e dagli abusi come ha
recentemente dimostrato una sentenza del Tribunale di Teramo;
- la Riserva del Borsacchio
costituisce un valore aggiunto per il turismo e per le attività economiche
di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova, perché ne diversifica ed
impreziosisce l’offerta.
Mentre l’Area
Marina Protetta di Torre del Cerrano, istituita dopo la Riserva del Borsacchio,
diventa sempre più visibile, favorendo la promozione e la valorizzazione del
territorio che la ospita, la Riserva del Borsacchio rimane al palo, confermando
quell’immobilismo amministrativo che da anni colpisce in particolar modo la
città di Roseto e che si manifesta anche con il blocco allo sviluppo del
corridoio verde di piste ciclabili, che proprio a Roseto incontro una
inaccettabile cesura.