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In difesa degli alberi di via Colombo. Da Franco Sbrolla....

ROSETO. Franco Sbrolla, da sempre appassionato difensore dell’ambiente rosetano, ha scritto un’amara nota in difesa degli alberi di via Colombo, centralissima parallela alla ferrovia ed al lungomare (ecco il link per la lettura integrale: http://www.francosbrolla-roseto.it)

Sbrolla, in pratica, si immedesima in un albero a rischio taglio, e rivolge un letterario appello a chi (il Comune) vuole segarlo. “Purtroppo – scrive tra l’altro Sbrolla – dopo l’abbattimento, ci si abituerà alla “riqualificazione” di via Cristoforo Colombo. Proprio sulla facile dimenticanza fanno affidamento gli scaltri mandanti delle motoseghe”. Se – insiste Sbrolla – gli alberi dovessero dare fastidio a presunti necessari parcheggi allora essi dovrebbero “essere sostituiti in ragione di una nuova pianta ogni tre automezzi in sosta.”

Ma a Roseto – osserva la nota - sicuramente non succederà. “E pensare che perfino gli indigeni avevano una ben diversa considerazione di noi piante. Infatti, nel 1854, il capo pellerossa Seattle, durante la sua dichiarazione davanti al Gran Consiglio, pronunciò le seguenti frasi: “La linfa che scorre negli alberi trasporta la memoria dell’uomo rosso. Mentre i visi pallidi violano la terra dei loro figli e non se ne curano. L’aria profumata dal pino pieno di pigne è per noi sacra e preziosa. L’uomo bianco sembra non far caso all’aria che respira; come un essere agonizzante da molto tempo, è insensibile al cattivo odore che emana. La sua voracità distruggerà l’ambiente e lascerà solo un deserto. Dov’è il bosco? È Sparito! Dov’è l’aquila? è Sparita! È la fine del vivere e l’inizio della sopravvivenza”.

Pubblicato il 19/9/2015 alle 10.45 nella rubrica diario.

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